martedì 27 dicembre 2011

Tosse : ancora qualche suggerimento


OGGI AMBULATORIO PIENO DI BIMBI CON LA TOSSE !!


sul sito :Informazioni sui farmaci c'è un interessante articolo .
Di seguito ne evidenzio le parti più significative




La tosse è un sintomo che può avere origini diverse: un corpo estraneo che irrita le vie respiratorie, il fumo, una infezione sostenuta da un virus o da un batterio. Può essere anche l'effetto indesiderato di un farmaco (es. di un ACE-inibitore assunto per abbassare la pressione).
Nei pazienti che soffrono di bronchite cronica o di asma, la tosse rappresenta un meccanismo di difesa utile per espellere dai bronchi l'eccesso di muco che potrebbe essere pericoloso per la salute. In qualche occasione è il sintomo di una infezione broncopolmonare. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, la tosse che compare in autunno e in inverno è dovuta ad una infiammazione delle prime vie respiratorie causata da un virus. Si tratta quindi di un disturbo che, pur se spiacevole, in genere guarisce da solo nell'arco di alcuni giorni. La tosse può essere catarrale (o grassa) quando sono presenti secrezioni (muco o catarro) più o meno abbondanti; secca, stizzosa, quando non ci sono secrezioni e il disturbo deriva da un bruciore della gola o da una irritazione delle parti più alte dei bronchi.

Che fare?

Prima di prendere qualsiasi iniziativa personale è importante risalire all'origine della tosse. Una buona regola per evitare che il "fai da te" possa riservare qualche brutta sorpresa è quella di consultare il medico quando la tosse dura più di 2 settimane o è accompagnata da:
  • febbre elevata e persistente, con escreato purulento (giallo-verdastro) e dolore alla schiena
  • secrezioni contenenti tracce di sangue
  • sibili o difficoltà di respirazione
  • improvviso abbassamento della voce
  • dolori alla fronte e agli occhi.
    Per una tosse banale, senza complicazioni, si possono adottare alcuni semplici accorgimenti, spesso trascurati, che risultano però molto efficaci:
  • bere molto. Acqua, spremute di arance, latte o camomilla zuccherati, vanno tutti bene. Le bevande, meglio se calde e addizionate di emollienti come il miele, idratano e ammorbidiscono le prime vie respiratorie, riducendo l'irritazione della faringe e rendono più liquide le secrezioni;
  • fare inalazioni di vapore caldo. Allo scopo si possono utilizzare gli apparecchi per aerosol in vendita in farmacia, ma, volendo, è sufficiente respirare i vapori sprigionati dall'acqua bollente contenuta in un recipiente con un asciugamano sulla testa (i suffumigi di antica memoria); l'aggiunta di sostanze balsamiche li rende più gradevoli;
  • umidificare gli ambienti mantenendo sempre piene di acqua le vaschette appese ai termosifoni o impiegare gli umidificatori elettrici;
  • evitare gli ambienti fumosi o polverosi e gli sbalzi di temperatura;
  • dormire a pancia in giù per evitare che il catarro, scendendo nella trachea, provochi la tosse durante il riposo.
Quando usare i farmaci?

Sopprimere la tosse non è sempre necessario né utile. Come già detto, la tosse non è una malattia, ma un sintomo.
Tutti i medicinali contro la tosse agiscono su questo sintomo, non sulla causa che lo provoca (es. infiammazione o infezione). Non sono quindi una cura vera e propria.
In linea di principio è controindicato combattere una tosse grassa: in questo caso, tossire è un processo naturale, con una specifica funzione. Bloccando la tosse si ostacola l'allontanamento del catarro dalle vie respiratorie e si ritarda la guarigione.
Il ricorso ai sedativi della tosse può essere giustificato solo quando la tosse secca risulta particolarmente insistente e fastidiosa e impedisce di dormire o di lavorare; oppure quando può arrecare danni alla persona (es. se si tratta di pazienti con malattie di cuore).
I bambini hanno spesso la tosse.
Vivendo a contatto con altri coetanei (all'asilo o alla scuola materna) corrono un rischio elevato di trasmettersi l'un l'altro molte infezioni respiratorie causate da virus. In media, nell'arco di un anno, un bambino va incontro a 4-6 episodi virali. Nei bambini è ancora più importante seguire le indicazioni di ricorrere a semplici misure di idratazione e umidificazione e di limitare l'uso dei medicinali ai casi di reale necessità. I bambini risultano infatti più esposti agli effetti indesiderati dei farmaci. Una raccomandazione particolare va rivolta ai genitori: non fumate in casa. I bambini figli di fumatori soffrono di un maggior numero di episodi bronchitici rispetto ai loro coetanei figli di non fumatori.

Quali farmaci usare?

In commercio esistono 3 diversi gruppi di farmaci: i sedativi (calmanti) della tosse, i mucolitici e gli espettoranti e le associazioni di più principi attivi.

I sedativi
L'impulso a tossire proviene da un'area specifica del cervello, il centro della tosse, che è a sua volta attivato dagli stimoli provenienti per via nervosa dalle zone infiammate e irritate (trachea, bronchi). I farmaci sedativi calmano la tosse bloccando l'attività del centro della tosse e vanno utilizzati solo in assenza di catarro, quando la tosse impedisce di dormire oppure ostacola le normali attività quotidiane. Il farmaco più consigliabile è il destrometorfano. Se preso correttamente, possiede una buona azione calmante e scarsi effetti indesiderati. Sonnolenza, difficoltà di respirazione e agitazione si possono manifestare solo se viene assunto a dosi molto elevate. Il destrometorfano è disponibile in farmacia sotto forma di gocce, sciroppo e compresse (es. Aricodil, Bechilar, Honeytuss, Tussycalm).
Negli adulti, e solo su prescrizione medica, si possono impiegare la codeina o la diidrocodeina, che risultano più efficaci del destrometorfano ma che, in caso di sovradosaggio, possono provocare effetti indesiderati più seri, a partire dalla insufficienza respiratoria. Se sono presenti in casa, non somministrate questi farmaci ai bambini.

Mucolitici ed espettoranti

Alcuni farmaci per la tosse non hanno effetto sulla tosse in sé, ma rendono le secrezioni bronchiali più fluide (mucolitici) o ne favoriscono l'eliminazione dai polmoni (espettoranti). Al primo gruppo appartengono farmaci come l'acetilcisteina (es. Fluimucil), la carbocisteina (es. Fluifort, Lisomucil) e l'ambroxolo (es. Fluibron, Mucosolvan), al secondo la guaifenesina (es. Broncovanil, Resyl, Vicks Tosse Fluidificante).
In realtà ci sono semplici rimedi che procurano un beneficio paragonabile a quello di questi farmaci: prima di tutto bere in abbondanza liquidi, meglio se caldi e dolcificati con miele, fare inalazioni di vapore e aerosol con soluzione fisiologica. Se proprio non si riesce ad aumentare l'assunzione di liquidi né a fare inalazioni si può ricorrere ai mucolitici. L'uso di questi farmaci si basa infatti più sulla tradizione che non su solide prove scientifiche di efficacia. Possono inoltre causare disturbi gastrointestinali.

Associazioni di più farmaci

La maggior parte delle preparazioni destinate al trattamento della tosse è rappresentata da associazioni di due o più sostanze (principi attivi). Le associazioni sono sconsigliate per varie ragioni:
1. più farmaci insieme non sono più efficaci del singolo farmaco assunto a dosi e con modalità appropriate;
2. più farmaci combinati tra loro aumentano il rischio di effetti indesiderati;
3. alcune associazioni sono irrazionali.
Le sostanze più frequentemente associate nelle preparazioni contro la tosse sono:
  • simpaticomimetici (es. efedrina e pseudoefedrina, fenilpropanolamina): provocano la dilatazione dei bronchi e facilitano la respirazione. La loro utilità nel trattamento della tosse è minima e nei bambini, anche a dosi terapeutiche, possono provocare allucinazioni visive e modificazioni del comportamento con irritabilità, agitazione o depressione dell'umore;
  • antistaminici (es. difenidramina, prometazina): in genere impiegati in caso di allergia, vengono aggiunti agli sciroppi per il loro effetto sedativo; chi ha la tosse riesce a dormire ma non per l'effetto calmante sulla tosse quanto, piuttosto, per l'effetto sedativo.
  • sedativi della tosse insieme a espettoranti e/o mucolitici: si tratta di un non-senso terapeutico. I singoli componenti hanno infatti azioni opposte sul meccanismo della tosse: come si può espellere il muco quando nello stesso tempo si blocca la tosse che ha proprio questa funzione?;
  • antifebbrili (es. paracetamolo): è una associazione irrazionale. Si pretende di combattere tosse e febbre insieme, ma non è detto che siano presenti contemporaneamente: i due sintomi possono avere vita propria e devono essere trattati separatamente e solo in alcuni casi.
I diabetici devono prestare attenzione agli sciroppi per la tosse che contengono quantità elevate di zucchero; dovrebbero preferire i prodotti in compresse o in gocce.

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