venerdì 10 agosto 2012

Incontri ravvicinati con le meduse


Auguro a tutti coloro che sono in vacanza di passare dei giorni sereni con i bambini.

Al mare è possibile il contatto con le meduse.


Le meduse sono invertebrati marini, di cui si conoscono circa 7.000 specie. Il loro corpo è composto per il 98% da acqua. Generalmente la maggior parte delle meduse più comuni non presenta colorazioni vivaci ma sono trasparenti oppure marroni e ciò ne favorisce la mimetizzazione con l’acqua e la difficoltà di vederle e di conseguenza la facilità con la quale ci si imbatte inconsapevolmente in esse.

Sono tra gli organismi viventi più antichi dei fondali marini.
I tentacoli  presentano una lunghezza variabile che può raggiungere anche vari metri e sono dotati di particolari strutture che si attivano quando vengono toccate, rilasciando un liquido urticante che causa una reazione infiammatoria acuta caratterizzata da eritema, gonfiore, vescicole e bolle, accompagnata da un intenso bruciore e da una sensazione di dolore lancinante come quello provocato da un’ustione.

Fortunatamente in Italia non sono segnalate meduse fortemente tossiche, come quelle presenti in Australia , Sud-Est asiatico, in Oceania e nel Golfo del Messico.
  
Cosa non fare in caso di contatto:
Un tempo per lenire l'effetto urticante  venivano utilizzati i più disparati rimedi come soluzioni a base di ammoniaca,  aceto, alcool , frizioni di sabbia e addirittura le urine.
Questi rimedi non solo non sono utili ma addirittura possono aggravare la situazione ( favoriscono la rottura delle microcisti contenenti la tossina )
 



Cosa fare in caso di contatto.
In caso di contatto con le meduse bisogna mantenere la calma ed uscire subito dall’acqua .
È opportuno sciacquare la parte ferita esclusivamente con acqua di mare possibilmente riscaldata alla massima temperatura sopportabile ( sui 40°) per 20 minuti (la tossina è termolabile e così si inattiva quella non ancora fissata alle cellule)  evitando rigorosamente l’uso di acqua dolce poiché essa favorisce il rilascio di neurotossine.

Inoltre sembrano controindicati anche il ghiaccio e/o l’acqua fredda.

 I frammenti dei tentacoli della medusa andrebbero rimossi delicatamente con le mani evitando di usare le pinzette che potrebbero ulteriormente danneggiare la cute e favorire la fuoriuscita di altre tossine.Per rimuovere i filamenti dalla pelle si può usare una tesserina di plastica rigida, come bancomat o carta di credito, oppure un coltello usato di piatto (non dalla parte della lama).


 Le lesioni sembrano trarre beneficio, anche se non immediato, dall’applicazione di creme cortisoniche e/o antibiotiche, bandendo quelle antistaminiche associate al rischio di fotosensibilizzazione da esposizione solare.

Utile sembra anche l’applicazione di impacchi di bicarbonato di sodio per disinfettare la lesione.

Attualmente, il rimedio migliore in caso di contatto con i tentacoli di meduse sembrerebbe l’utilizzo di un gel astringente a base di cloruro di alluminio che lenisce il prurito e arresta la diffusione delle tossine.
MOST - GEL ASTRINGENTE
Va applicato ripetutamente appena possibile, quindi è meglio procurarselo per tempo !





 
 Quando ci si imbatte in un branco di meduse e le lesioni sono di una certa entità ed estese su larga superficie del corpo, è perentorio il consulto  di un medico allertando anche il 118 se compaiono reazioni allergiche di una certa importanza (difficoltà respiratorie e/o collasso) .

Se il dolore persiste e la ferita si infetta, c’è l’indicazione alla somministrazione di analgesici ed antibiotici sistemici. 




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