venerdì 15 novembre 2013

è meglio vaccinarsi per l'influenza ?




La campagna vaccinale nell'ASL di Brescia è partita il 4 novembre 2013.

L'epidemia stagionale di influenza è attesa nei nostri territori come di consueto non prima della fine del 2013 e con un picco massimo verso i primi giorni di febbraio 2014.

L'analisi di quello che è successo nei paesi dell'emisfero sud, dove si è appena conclusa la stagione fredda,  mostra epidemie nella media degli ultimi 10 anni, in larga parte dovute ad una nuovo ceppo non eccessivamente diverso rispetto a quelli degli scorsi anni con casi in larghissima misura benigni con rare conseguenze più gravi solo tra i soggetti affetti da particolari patologie che li rendono più fragili all'azione del virus.



L'ASL di Brescia propone la vaccinazione gratuita, soltanto per i bambini affetti da importanti malattie croniche  e cioè :
  1. malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa l'asma di grado severo, la displasia broncopolmonare e la fibrosi cistica), 
  2. malattie dell'apparato cardio-circolatorio,
  3. diabete mellito ed altre malattie metaboliche, (inclusi obesi con BMI>30 + gravi patologie)
  4. neoplasie
  5. malattie renali con insufficienza renale
  6. epatopatie croniche
  7. malattie infiammatorie croniche
  8. sindromi da malassorbimento intestinali
  9. malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
  10. malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi
  11. immuno-soppressione indotta da farmaci o da HIV
  12. patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
  13. patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari);
  14. i bambini e gli adolescenti in terapia a lungo termine con aspirina (acido acetilsalicilico), a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale
A fine campagna, nel caso vi sia disponibilità di vaccino, e comunque senza pregiudizio per l'offerta gratuita alle categorie a rischio elencate, la vaccinazione anti influenzale sarà disponibile a chiunque la richieda, con la partecipazione alla spesa da parte del richiedente.

Per i bambini che si vaccinano per la prima volta sotto i 9 anni, va somministrata una seconda dose dopo almeno quattro settimane. Nei bambini dai 6 ai 35 mesi di età il dosaggio è ridotto (1/2 dose singola o ripetuta).

E' corretto limitare la vaccinazione soltanto a questi casi ?
Non sarebbe meglio vaccinare tutti i bambini ?

Io ritengo che sia una scelta corretta non vaccinare per l'influenza "a tappeto" tutti i bambini.
Le considerazioni da fare sono varie:


  • Un vaccino antinfluenzale ha, come tutti i vaccini, dei possibili benefici, e anche dei possibili danni 
  • Alcuni "Illustri medici" intervistati dalle Televisioni invitano a vaccinare tutti i bambini (e non solo quelli per i quali i vantaggi potrebbero superare i rischi) , senza mai ricordare i possibili effetti dannosi
  • Sostenere che la vaccinazione sia assolutamente innocua non è corretto
  • I possibili rischi, anche gravi, della vaccinazione antinfluenzale sono scientificamente dimostrati (ma scarsamente divulgati!).

Se (come è avvenuto in passato e ci auguriamo non debba più avvenire) qualcuno continua a segnalare che quanto più i bambini saranno vaccinati tanto meno avremo paura della SARS o della suina o di altre forme virali gravi e tanto meno sofferenze infliggeremo loro, mente spudoratamente, cercando solo di cavalcare un momento emotivo intenso per ottenere un vantaggio commerciale o altri vantaggi indiretti (il mantenimento della paura).

Un bambino sano che si ammala di influenza (posto che si ammali anche se viene cautelato con la necessaria profilassi comportamentale), se è ben nutrito e ha un adeguato supporto minerale e vitaminico supera l'influenza, talvolta con l'uso di qualche sintomatico di supporto.

Restiamo sempre sorpresi dal fatto che in due meta analisi successive la Cochrane (ente mondiale super partes, che analizza tutti i dati scientifici prodotti dalla comunità scientifica internazionali) ha confermato la inefficacia preventiva del vaccino nei bambini fino ai due anni, e che nonostante questo venga sistematicamente indicato di vaccinare i bambini a partire dai 6 mesi di età.

Inoltre, non ci stanchiamo di ripeterlo, chi si ammala di influenza, ne esce guarito e con un aumento delle difese immunologiche (durante una forma virale cresce l'Interferone che ci difende, ad esempio, da future forme tumorali).

L'esperienza di chi usa forme di terapia omeopatica e naturale, per prevenire le infezioni invernali ricorrenti e l'influenza, è ampia e ben rappresentata nella popolazione italiana.

A fronte di un'informazione corretta, i cittadini potrebbero comunque scegliere, in relazione alle proprie convinzioni, se seguire un iter vaccinale con dei probabili benefici (e alcuni rischi) oppure un trattamento diverso, probabilmente benefico (ma senza alcun rischio “vaccinale”). 

        Comunque ecco di seguito un link per chi è convinto del vaccino :



        ed un link per chi è convinto del contrario :
















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