mercoledì 11 settembre 2013

Malaria, una malattia ancora mortale


Alcune malattie, che si considerano a torto scomparse, possono essere gravi ed, in alcuni casi mortali.



La MALARIA  è una malattia infettiva dovuta alla presenza nell’organismo di parassiti , Protozoi del genere Plasmodium. Delle circa 150 specie di plasmodi esistenti quattro sono in grado di infettare l'uomo, dando origine a diversi tipi di malaria.

Le quattro specie sono: P. falciparum, P. vivax, P. malariae, P. ovale.

In Italia erano diffusi soprattutto P.falciparum, che causava la cosiddetta terzana maligna, e le due specie responsabili delle terzane benigne, P. ovale e P. vivax. Meno diffusa in Italia era la quarta specie, la cui infezione causa la febbre quartana e può dare recidive anche a decenni di distanza.

L'infezione nasce e si diffonde così : Se la zanzara Anopheles punge un uomo infetto assume sangue infetto che contiene i parassiti. Questi si moltiplicano nelle ghiandole salivari della zanzara.
Quando essa, infetta, punge un uomo sano inietta la saliva ricchissima di parassiti, che vengono a maturare in un periodo di qualche giorno e danno una malattia più o meno grave.
 


 
Il quadro clinico è caratterizzato dalle tipiche febbri intermittenti (anche se nel caso di infezione da P.falciparum questo non è sempre vero), precedute da una fase di alcuni giorni di malessere generale (con cefalee, dolori ossei). Solo l’infezione da P.falciparum può evolvere verso la cosiddetta malaria grave, dove alla febbre sono associati diversi segni, tra cui coma, convulsioni, anemia grave, emorragie.

L’evoluzione verso la malaria grave è piuttosto rara (circa il 2% delle infezioni da P.falciparum), e nelle zone a forte endemia malarica è letale quasi esclusivamente per i bambini sotto i 5 anni, per le donne incinte e per gli adulti non esposti normalmente alla malattia (come quelli residenti in Paesi europei), che quindi non hanno sviluppato forme di immunità.

L’infezione è trasmessa all’uomo da alcune specie di zanzare appartenenti al genere Anopheles.

 Nel mondo esistono circa 60 specie vettori, di cui la più diffusa ed efficiente nella trasmissione è l’Anopheles gambiae, presente in Africa subsahariana. In Italia i vettori malarici erano soprattutto le specie Anopheles labranchiae e A. sacharovi (appartenenti al complesso maculipennis, presenti nelle aree costiere), e nelle zone interne erano A. atroparvus e A. superpictus.



La Malaria , AL MOMENTO ATTUALE, è variamente diffusa nel globo, come si può notare nell'immagine
Presenza della malaria: scala del rischio
  Rischio molto limitato
  Rischio di malaria da P. vivax o da P. falciparum clorochino sensibile
  Rischio di malaria con possibile presenza di ceppi clorochino resistenti
  Alto rischio di malaria da P. falciparum chemio-resistente, o moderato/basso rischio di malaria da P. falciparum con alta diffusione di ceppi chemio-resistenti.



La malattia causa circa un milione di morti all’anno, 90% dei quali sono bambini sotto i 5 anni. In Africa, la malaria rappresenta uno dei principali fattori di carico sanitario (insieme all’HIV/AIDS e alla tubercolosi) per le popolazioni e le istituzioni, in termini di mortalità e di spese sanitarie e di prevenzione.

P.vivax e P.falciparum sono i parassiti più diffusi, e in Africa è diffuso soprattutto P.falciparum, il patogeno più grave. Soprattutto in Africa, la malaria ha un impatto socio-economico molto importante, non legato solo alla mortalità infantile, ma anche a tutte le conseguenze dell’infezione in termini di abbassamento di produttività per i lavoratori, di minore frequenza scolastica per i bambini, nonché del ritardo mentale spesso associato alle complicazioni neurologiche della malaria grave.

Gravi rischi esistono anche per le donne incinte, che possono andare incontro a gravi anemie e alla perdita del feto. Tutti questi effetti sono ovviamente aggravati da condizioni sociali degradate, in cui altre malattie e la malnutrizione contribuiscono alla creazione di un circolo vizioso estremamente complicato da interrompere.

Raccomandazioni per i viaggiatori diretti in aree endemiche
 
Nei confronti della malaria è possibile attuare tanto una profilassi farmacologica che una profilassi di tipo comportamentale; l'adozione di misure di protezione personale che da sole garantiscono un certo grado di protezione riducendo il rischio di contrarre la malattia anche fino a 10 volte, comprendono anche l'impiego di repellenti cutanei ed ambientali e indumenti adatti.
A causa delle abitudini notturne delle Anophele, il rischio di trasmissione della malaria si manifesta principalmente nel periodo intercorrente dal crepuscolo all'alba. Pertanto, per difendersi dalle punture di zanzare si consigli di:
  • evitare, se possibile, di uscire tra il tramonto e l'alba;
  • indossare abiti di colore chiaro (i colori scuri e quelli accesi attirano gli insetti), con maniche lunghe e pantaloni lunghi che coprano la maggior parte del corpo;
  • applicare sulla cute esposta repellenti a base di N,N-Dietil-m-toluamide (deet) o di dimetil-ftalato, ripetendo se necessario, ad esempio in caso di sudorazione intensa, l'applicazione ogni 2-3 ore;
  • alloggiare preferibilmente in edifici ben costruiti e in buono stato di conservazione, in quartieri moderni e che offrano sufficienti garanzie dal punto di vista igienico;
  • dormire preferibilmente in stanza dotate di condizionatore d'aria ovvero, in mancanza di questo, di zanzariere alle finestre, curando che queste siano tenute ben chiuse;
  • usare zanzariere sopra i letti, rimboccando i margini sotto il materasso, verificandone le condizioni e che nessuna zanzara sia rimasta all'interno. E' molto utile impregnare le zanzariere con insetticidi a base di permetrina;
  • spruzzare insetticidi a base di piretro o di permetrina nelle stanze di soggiorno e nelle stanze da letto, oppure usare diffusori di insetticida (operanti a corrente elettrica o a batterie), che contengano tavolette impregnate con piretroidi (ricordarsi di sostituire le piastrine esaurite) o le serpentine anti-zanzare al piretro.
Malaria e i bambini piccoli
I bambini sono a rischio particolare poichè essi possono morire di malaria in tempi brevi.
  • non portare i neonati ed i bambini piccoli in aree malariche a meno che non sia assolutamente necessario;
  • proteggere i bambini dalle punture di zanzare; sono disponibili zanzariere per culle e lettini: tenere i bambini piccoli sotto la protezione di zanzariere nel periodo che va dall'alba al tramonto;
  • dare la profilassi antimalarica ai bambini ancora allattati al seno e a quelli che sono allattati al biberon poichè essi non sono protetti dalla profilassi che la madre ha eventualmente fatto prima;
  • la clorochina ed il proguanil possono essere somministrati con sicurezza ai neonati ed ai bambini piccoli. Per la somministrazione i farmaci possono essere indorati con marmellata, banane ed altri cibi;
  • non dare sulfadossina-pirimetamina o sulfalene-pirimetamina a neonati sotto i due mesi d'età;
  • non dare doxiciclina per chemioprofilassi ai bambini sotto gli 8 anni d'età;
  • tenere tutti i farmaci antimalarici al di fuori della portata dei bambini rinchiusi in contenitori che non possono essere aperti dai bambini stessi. La clorochina è particolarmente tossica per i bambini se si eccede la dose raccomandata;
  • consultare immediatamente un medico se un bambino sviluppa una malattia febbrile. I sintomi di malaria nei bambini possono non essere tipici cosicché la malaria deve essere sempre sospettata. Nei bambini con età inferiore ai tre mesi la malaria deve essere sospettata perfino in caso di malattia non febbrile;
  • la febbre in un bambino di ritorno da un viaggio in area malarica dovrebbe essere considerata sintomo di malaria almeno che non sia provato il contrario;
  • in caso di autotrattamento il chinino può essere somministrato senza limiti di peso o di età. La meflochina può essere utilizzata al di sopra dei 15 Kg di peso.
L'OSM sconsiglia di portare in vacanza neonati e bambini piccoli in aree malariche, in particolare dove vi sia trasmissione di P. falciparum clorochino-resistente.


Nessun commento:

Posta un commento